Chiesa di San Fantin

Campo San Fantin

La chiesa sorge su un’isoletta al centro dei tre i punti nevralgici della città: San Marco, Rialto e Accademia. Una costruzione con una lunga storia e che vide coinvolte personalità di spicco, come Sansovino.

OrariMappaSchedaOpere

Cenni Storici

La sua fondazione si aggira attorno al IX secolo per volere della famiglia Barozzi, tuttavia venne menzionata in atti ufficiali solamente nel 1134. Sorge al centro di un’isoletta circondata da tre canali, i quali però non bagnano direttamente l’edificio, e influenza in modo decisivo lo sviluppo urbano dell’area circostante.

Una prima parziale ricostruzione avvenne tra il XII e il XIII secolo grazie a fondi provenienti dalla famiglia Pisani. In questo periodo la chiesa venne intitolata, oltre a San Fantino, a Santa Maria delle Grazie per la presenza al suo intero di un’immagine della Vergine proveniente dall’Oriente, che si diceva fosse portatrice di miracoli. Nella seconda metà del Quattrocento ci furono dei nuovi restauri che, all’inizio del Cinquecento, portarono al totale rifacimento dell’edificio grazie al lascito testamentario del cardiale Giovan Battista Zeno. I lavori vennero affidati ad Antonio Abbondi detto Lo Scarpagnino ma ne 1549 egli morì e il progetto passò nelle mani di Jacopo Sansovino. Nel 1564 la costruzione della nuova chiesa può dirsi conclusa, anche grazie al coinvolgimento di Alessandro Vittoria.

Nel Cinquecento, a fianco a San Fantin, venne fondata la scuola di San Girolamo, anche detta confraternita di Santa Maria della Giustizia, che si occupava del supporto religioso dei condannati a morte. Inoltre, nel Settecento l’area si arricchì di un altro edifico di carattere pubblico, ovvero il Gran Teatro la Fenice, che tutt’oggi si trova di fronte alla chiesa.

Qui venne battezzato l’ammiraglio Vettor Pisani, che sconfisse la flotta genovese nella battaglia di Chioggia nel 1380, e Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia.

Descrizione

A Lo Scarpagnino spettano la realizzazione della facciata e della navata.

L’ingresso avviene mediante un atrio posto in corrispondenza della navata entrale conferisce alla facciata l’aspetto di una somma di figure geometriche. L’interno è diviso in tre navate coperte da volte a botte e crociera e l’intero perimetro è percorso da un cornicione, oltre il quale l’architettura su fa più scarna, forse per mancanza di fondi all’epoca.

Il presbiterio, progettato da Sansovino, ha una pianta pressoché quadrata ed è delimitato da quattro colonne poste in nicchie e su cui si importa la cupola.

I dipinti che possiamo trovare sono la Vergine con i santi Giovani Evangelista, Rocco e Teodoro e il parroco Giovanni Pomelli che intercedono per liberare Venezia dalla peste del 1630, opera di Giuseppe Heintz; la deposizione di Cristo nel sepolcro e il doge Luigi Mocenigo con la Signoria inginocchiata davanti alla Vergine in gloria in ringraziamento della vittoria di Lepanto realizzati da Palma il Giovane; infine l’Ultima cena di Andrea Vicentino.

Orari

 
VISITA ARTISTICA
lunedì – sabato | 10.30 – 17.00
(ultimi ingressi dieci minuti prima della chiusura)

NON CI SONO CELEBRAZIONI

Mappa

Title Address Price Availability Contact

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola

Campo San Marcuola