AUTORE: Jacopo Robusti detto il Tintoretto
SECOLO:XVI
DATA:1552-1553
CHIESA: Chiesa di Madonna dell’Orto
COLLOCAZIONE: Navata destra, sopra l’ingresso della cappella di San Mauro
L’opera è formata da due dipinti che sono stati uniti in un unico telaio e che anticamente decoravano le portelle esterne dell’organo cinquecentesco, distrutto e disperso nell’800.
La composizione si sviluppa con andamento verticale nel quale la scala e la cuspide della piramide posta sulla sua sommità portano l’occhio dritto all’incontro tra Maria ed il sommo sacerdote. Dall’oscurità emergono gradatamente le numerose figure disposte sulla gradinata che scandiscono il senso di fuga ascensionale. La scena si può dividere in due fasce verticali caratterizzate dalla luce e dall’ombra a cui spesso la simbologia lega il concetto di fede ed incredulità. Gli uomini sulla sinistra sono avvolti nel buio e colti in atteggiamenti di sorpresa, mentre i tre gruppi sulla destra che raffigurano tre madri con le loro figlie, rischiarate da un intenso fascio di luce, rappresentano coloro che hanno accolto il messaggio divino. Il gesto della donna colta di spalle che indica Maria, il brusco scatto del vecchio barbuto in primo piano e il suo sguardo teso verso l’alto, suggeriscono, come in una scena teatrale, l’emozione degli animi. Tre diverse fonti di luce illuminano il quadro: una luce artificiale esterna che proviene da sinistra, una naturale sullo sfondo e una divina emanata dall’aureola di Maria.



