Chiesa di Santa Maria Mater Domini

Campo San Samuele

La chiesa dei santi Ermagora e Fortunato, nella sua originaria costruzione, fu innalzata nel VI secolo da un gruppo di abitanti di Aquileia, che si erano rifugiati sulle isole della laguna veneta,

OrariMappaSchedaOpere

Cenni Storici

La chiesa fu costruita su una piccola isola, non molto distante da Rivoalto, dove i fuggiaschi si erano stabiliti, e fu dedicata a San Ermagora, vescovo di Aquileia, e al suo diacono San Fortunato, che in quella città avevano predicato il Vangelo, e subito il martirio. La chiesa fu distrutta nel 1117 da un grave terremoto, seguito da un vasto incendio. Fu riedificata dalle nobili famiglie Memmo, e Lupanizza, e venne consacrata nel 1332. Nel 1728, venuta a trovarsi in grave stato di rovina, fu nuovamente riedificata dalle fondamenta. È così sorta la chiesa attualmente esistente: Giorgio Massari fu l’architetto che ideò il progetto, sembra, a compimento e sulle tracce della cappella maggiore, già eretta nella seconda metà del 1600. La facciata principale verso il Canal Grande è rimasta incompiuta.

Descrizione

L’interno, ad una sola navata, ha colonne e pilastri di ordine composito. Ai quattro angoli della chiesa, a gruppi di due a due ci sono otto altari i quali, al posto della pala, accolgono altrettante statue marmoree, opere dello scultore Gaetano Susali, che rappresentano, alcuni santi molto venerati, e legati alla tradizione spirituale della città di Venezia. Intorno ai due pulpiti, posti nel mezzo delle due pareti laterali, sono raccolti gruppi di tele.

Il presbiterio, a pianta quadrata, raccoglie un ricco altare settecentesco. Ai lati del tabernacolo si trovano le statue dei santi Ermagora e Fortunato attribuite allo scultore Giovanni Maria Morlaiter. Sulle due pareti laterali sono collocate due grandi tele: quella a sinistra rappresenta L’Ultima Cena ed è opera di lacopo Tintoretto, quella a destra, che raffigura La lavanda dei piedi è una copia del dipinto, eseguito per questa chiesa dallo stesso lacopo Tintoretto, che fu trasferito alla corte di Spagna e attualmente si trova al Museo del Prado.

Orari

 
VISITA ARTISTICA
lunedì – sabato | 10.30 – 17.00
(ultimi ingressi dieci minuti prima della chiusura)

NON CI SONO CELEBRAZIONI

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