AUTORE: Jacopo Robusti detto il Tintoretto
SECOLO: XVI
DATA: 1562-1563 ca.
CHIESA: Chiesa di Madonna dell’Orto
COLLOCAZIONE: Presbiterio
L’opera si riferisce all’episodio narrato nel libro dell’Esodo: Mosè è salito sul monte Sinai dove il Signore si manifesta per la prima volta spiegando il Decalogo, e, nell’attesa, il popolo ha perduto la fiducia nel suo ritorno e nel vero Dio e si abbandona al peccato (soprattutto idolatria e lussuria) arrivando a fabbricare un idolo, rappresentato dalla statua del vitello realizzato con la fusione dei monili d’oro offerti dagli uomini e dalle donne ebrei accampati ai piedi del monte Sinai.
Nel dipinto di Tintoretto il vitello, o il suo modello in creta, è già fabbricato ed è innalzato da quattro uomini e posto a capo di un lungo corteo, ma si continuano a raccogliere gioielli e suppellettili d’oro mentre in primo piano l’atmosfera è febbrile e annuncia lo sfrenato scatenamento idolatra in cui il popolo si farà coinvolgere. Al nulla di immagini false e mute si contrappone la pienezza della visione diretta. Mosè, su una rupe verso la cima del monte, alza le braccia al cielo in una posizione speculare a quella di Dio, ed è completamente permeato e reso incorporeo, fosforescente e diafano dalla luce dell’apparizione divina mentre varie figure di angeli sottolineano in un carosello aereo sinuoso ed elegante l’eccezionalità storica e salvifica della manifestazione divina. La luce che investe Mosè sembra quasi essere tutta concentrata e assorbita dalla figura del patriarca e si diffonde a cerchi concentrici, mentre tutto il dipinto appare tagliato diagonalmente dalla linea dell’ombra che segue il profilo della montagna.




