• 21 novembre in occasione della festività della Madonna della Salute le chiese di San Polo e Santa Maria del Giglio saranno aperte solo per la preghiera.
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Le chiese >  Chiesa di San Giacomo dall'Orio
Opere della Chiesa di San Giacomo dall'Orio indicate nella mappa ma senza immagine

Secolo: XIII°
- nella mappa n°2
AUTORE: Anonimo (XIII secolo)
TITOLO: Acquasantiera quadrilobata
DATA: XIII secolo 
COLLOCAZIONE: navata centrale  
TECNICA: scultura 
MATERIALI: marmo cipollino

L’opera è realizzata in marmo cipollino dell’ Anatolia. Sebbene non si conosca la sua funzione originaria si può supporre che fosse adoperata per il battesimo dei bambini sulla base di confronti con vasche simili conservati a San Lazzaro degli Armeni, ad Aquileia e a Rodi. E’ plausibile pensare che l’opera sia giunta a Venezia a seguito della quarta crociata.

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- nella mappa n°3
AUTORE:
Gaetano Zompini (1702-1778)
TITOLO: Miracolo della Vergine
DATA: XVIII secolo 
COLLOCAZIONE: navata destra - controfacciata  
TECNICA: olio su tela

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- nella mappa n°4
AUTORE: Jacopo Negretti detto Palma il Giovane
TITOLO: Cristo sostenuto da un angelo
DATA: 1600 ca. 
COLLOCAZIONE: navata sinistra - controfacciata
TECNICA: olio su tela

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- nella mappa n°5
A
UTORE: Anonimo (XIII secolo)
TITOLO: Madonna orante
DATA: XIII secolo 
COLLOCAZIONE: transetto destro - parete destra  
TECNICA: scultura 
MATERIALI: marmo greco

La statuetta si trovava già nella vicina chiesa di san Zandegolà, e fu qui trasferita nel 1968 per motivi di sicurezza e conservazione.

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-nella mappa n°10
AUTORE: Francesco Da Ponte detto Francesco Bassano (1549-1592) e collaboratori
TITOLO: La Madonna con i santi Giovanni, Battista e Nicola da Bari
DATA: XVI secolo 
COLLOCAZIONE: sacrestia nuova - parete d'ingresso
TECNICA: olio su tela

La tela era la pala d’altare della cappella absidale sinistra, realizzata da Francesco Bassano per commissione del mercante Gaspare Dolzoni, lo stesso committente della vicina opera con la Predicazione di san Giovanni Battista. La pala venne rimossa dalla sua collocazione originale poco dopo la morte del committente, probabilmente nel 1596.

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-nella mappa n°13
AUTORE: Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588)
TITOLO: La Fede con lo Spirito Santo
DATA: 1577 
COLLOCAZIONE: soffitto della Sacrestia nuova
MISURE: 190x260 cm 
TECNICA: olio su tela

La sacrestia nuova venne eretta nel 1903, sul luogo ove sorgeva la cinquecentesca scuola di San Giacomo. Il progetto rientrava nella campagna di lavori che interessò tutti gli edifici ecclesiastici veneziani in cattive condizioni, iniziata a seguito dal crollo, l’anno precedente, del campanile di san Marco. Il soffitto ospita quello che i confratelli della scuola del Santissimo Sacramento avevano fatto realizzare da Paolo Veronese nel 1577 per lo spazio antistante la cappella del Santissimo. Nell’ovale centrale è raffigurata La fede con lo Spirito Santo mentre i quattro tondi posti negli angoli rappresentano i Quattro dottori della Chiesa occidentale: san Gregorio Magno, san Girolamo, sant’Ambrogio e sant’Agostino.

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-nella mappa n°16
AUTORE: Alessandro Varotari detto il Padovanino TITOLO: I quattro Evangelisti
DATA: XVII secolo 
COLLOCAZIONE:soffitto della Cappella del Santissimo - navata destra
TECNICA: affresco

Il ciclo pittorico svolto dalle quattro tele lungo le pareti laterali della cappella, trova un prosecuzione nella decorazione dei pennacchi con i tondi dei Quattro evangelisti, realizzati nella prima metà del XVII secolo dal Padovanino. Essi rappresentano il trait-d’union tra le scene evangeliche della Passione del Cristo e la decorazione della cupola con la Gloria del Santissimo Sacramento; non si tratta di un mero collegamento spaziale o iconografico, quanto piuttosto la rappresentazione della centralità della testimonianza evangelica nel culto del Santissimo

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-nella mappa n°24
AUTORE: Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (1548-1628)
TITOLO: Il serpente di bronzo
DATA: 1580-81 
COLLOCAZIONE: sacrestia vecchia - parete frontale
TECNICA: olio su tela

Il ciclio di dipinti della sacrestia vecchia fu realizzato da Jacopo Palma il Giovane tra il 1575 e il 1581, per volontà del parroco di allora, Giovanni Maria Da Ponte. Da un lato viene sottolineata la sua natura di sacrificio rinnovato sulla mensa d’altare, dall’altro glorificato come sacramento centrale nella vita del cristiano.Come da tradizione, il tema eucaristico viene prefigurato da una serie di racconti del Vecchio Testamento collocati lungo le pareti della stanza; si tratta delle scene del Passaggio del Mar Rosso, del Serpente di bronzo, della Caduta della Manna e di Elia cibato dall’angelo. A queste si aggiungono sopra la porta il Cristo deposto nel sepolcro e la rappresentazione dell’Agnello pasquale. Infine è qui conservata anche una piccola tela con la Crocifissione, che però doveva originariamente trovarsi dove oggi è posto il grande armadio. Il Moschini ci riferisce che già nel 1815 l’opera si trovava sotto quella dell’Agnello pasquale, come confermato nel 1911 dal Costantini.Il perno dell’intero ciclo è la scena posta al centro del soffitto con Il Santissimo e i quattro evangelisti. La scena, caratterizzata da un forte scorcio prospettico, è una chiara condanna delle dottrine protestanti, nel segno di una particolare aderenza ai dettami tridentini. Il Cristo è presente nella sola specie del pane, ed esposto all’adorazione dei fedeli: è l’affermazione della presenza reale del Cristo anche al di fuori del sacrificio della Mensa. I quattro evangelisti sono qui collocati come testimoni della verità, che è realtà ad essi rivelata.

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-nella mappa n°27
AUTORE: Anonimo (XVI secolo)
TITOLO: Pulpito
DATA: XVI secolo 
COLLOCAZIONE: navata maggiore  
TECNICA: scultura 
MATERIALI: marmi policromi, pietra d'Istria

Il pulpito a forma ottagonale è decorato in ogni lato a partizioni geometriche in marmo. Non c’è  dubbio che sia un lavoro databile al primo Cinquecento e riconducibile alla maniera dei Lombardo.

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-nella mappa n°30
AUTORE: Antonio Palma (prima metà XVI secolo)
TITOLO: Miracolo di San Giacomo che resuscita il gallo
DATA: XVI secolo 
COLLOCAZIONE: navata sinistra
TECNICA: olio su tela

L’opera già ritenuta attribuibile ad Andrea Schiavone è da riferirsi con buona probabilità ad Antonio Palma. L’episodio narrato, ben noto nel culto di san Giacomo, rappresenta l’unico esempio presente in Veneto.



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