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FACCIATA

Autore: Andrea Tirali
Secolo: XVIII°
Fondata pare alla fine dell'XI secolo, ai tempi del Doge Vitale Falier che l'avrebbe eretta in onore del suo Santo eponimo, fu ricostruita fra il XVII e il XVIII secolo, su progetto (esistente presso il Civico Museo Correr) dell'architetto Antonio Gaspari, realizzato da Andrea Tirali del quale è la facciata (1700) di ispirazione classicheggiante, palladiana, solidamente architettata, con lascito del Doge Carlo Contarini (1656), il cui ritratto e quello della Dogaressa furono collocati sulle due urne laterali, sono sculture di G. Gnoccola.
La facciata è ad un solo ordine con colonne corinzie binate poggianti su alti basamenti che sostengono un ben disegnato timpano triangolare coronato da statue: al centro l'ampio portale su una breve gradinata ripete gli stessi motivi della facciata; la zona centrale corrisponde in larghezza alla navata, mentre le due ali più basse e spioventi secondo la linea della copertura, con fortimpilastri angolari di chiusura e finestre mediane in scorcio, celano le testate delle case che vennero erette a ridosso dei fianchi riprendendo la schematizzazione funzionale già esistente nel '400. La caratteristica più rilevante, sottolineata anche dai contemporanei del Tirali, è costituita dall'altezza della fronte, raggiunta attraverso elementi architettonici molto allungati , in particolare le colonne che spostano ancor più in alto il timpano centrale di coronamento.
Poichè i progetti del Gaspari davano maggior rilevanza alla larghezza piuttosto che all'altezza si può pensare che sia stato Tirali a suggerire e a realizzare la verticalità della facciata, forse per darle maggiore rilievo dal campo Santo Stefano. Il campanile non patì modifiche strutturali venne però inglobato per tutto lo spessore della fascia edilizia a ridosso della chiesa che formò la linea più avanzata del Campo.
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