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Le chiese >  Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Facciata

Autore: Scipione Bon detto fra' Pacifico
Secolo: XV°
AUTORE: frate Scipione Bon, detto fra Pacifico
TITOLO: facciata
DATA: 1340 - 1428
COLLOCAZIONE: San Polo, campo dei Frari
TECNICA: muratura
MATERIALI: laterizio, pietra d'Istria

I frati minori dell’ordine di san Francesco arrivarono a Venezia nel 1227 e il doge Jacopo Tiepolo donò loro un ampio terreno paludoso nell’insula di San Tomà dove vi era un’antica e abbandonata abbazia benedettina.

Dopo il 1250 venne eretta una prima chiesa dedicata a santa Maria Gloriosa, orientata verso sud e con l’abside che arrivava fino al canale. Nel corso del XIV secolo il vecchio monastero fu più volte rimaneggiato e profondamente rinnovato a causa dell'incendio del 1396.

Nel frattempo, nel 1340, ebbe iniziò la costruzione di una nuova chiesa. Nonostante le numerose donazioni i lavori procedettero lentamente: nel 1390 si era giunti solo a metà della navata e l’opera non si potè dire conclusa fino al 1428, quando i frati ebbero il permesso di costruire anche il ponte che ancora oggi si trova dirimpetto alla facciata.
Il progetto del complesso viene tradizionalmente attribuito al frate Scipione Bon (detto fra’ Pacifico), che ne avrebbe curato anche il prospetto, realizzazione tardo-quattrocentesca in tipico stile gotico veneziano: quattro lesene incorniciano e dividono la la facciata in tre registri, una centrale più alta e le due laterali minori, corrispondenti alle navate secondarie; al centro si apre il grande portale in pietra d’Istria con timpano archiacuto, impreziosito dalle statue del Cristo risorto (1) (al centro, opera di Alesando Vittoria) e della Madonna (2) e san Francesco (3) (ai alti, opere Bartolomeo Bon); la lunetta è invece decorata con un affresco raffigurante L’Immacolata tra gli Angeli (4), opera settecentesca di Gaetano Zompini. Il profilo della facciata è polilobato ma l’andamento dei corpi di fabbrica è denunciato da una fila di archetti ciechi. I lobi sono decorati da finti oculi in pietra d’Istria. Al vertice della facciata e al culmine delle due lesene centrali, svettano tre edicole sempre di pietra d’Istria. L’organismo è completato dal grande rosone centrale e dai due oculi minori.
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