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Le chiese >  Chiesa di San Giacomo dall'Orio
Elia cibato dall'angelo

Autore: Jacopo Negretti detto Palma il Giovane
Secolo: XVI°
COLLOCAZIONE: sacrestia vecchia - parete ingresso (nella mappa n°24) MISURE: -  TECNICA: olio su tela

Il ciclo di dipinti della sacrestia vecchia fu realizzato da Jacopo Palma il Giovane tra il 1575 e il 1581, per volontà del parroco di allora Giovanni Maria Da Ponte.

Il ciclo pittorico sottolinea da un lato la natura di sacrificio rinnovato sulla mensa d’altare, dall’altro glorificato come sacramento centrale nella vita del cristiano. 

Come da tradizione, il tema eucaristico è tratto da alcuni di racconti del Vecchio Testamento, ovvero il Passaggio del Mar Rosso, il Serpente di bronzo, la Caduta della MannaElia cibato dall’angelo, collocati lungo le pareti della stanza.

A queste si aggiungono il Cristo deposto nel sepolcro e l'’Agnello pasquale sopra la porta.

Qui è inoltre conservata anche una piccola tela con la Crocifissione che originariamente si trovava dove oggi è posto il grande armadio. Il Moschini ci riferisce che già nel 1815 l’opera si trovava sotto quella dell’Agnello pasquale, dato confermato nel 1911 dal Costantini. 

Il fulcro dell’intero ciclo è il dipinto posto al centro del soffitto con Il Santissimo e i Quattro Evangelisti. La scena, caratterizzata da un forte scorcio prospettico, è una chiara condanna delle dottrine protestanti nel segno di una particolare aderenza ai dettami tridentini. Il Cristo è presente nel solo simbolo del pane esposto all’adorazione dei fedeli, simbolo dell’affermazione della presenza reale del Cristo anche al di fuori del sacrificio della Mensa. I Quattro Evangelisti sono qui collocati come testimoni della verità ad essi rivelata.
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