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  • Chiesa di San Giobbe A causa di importanti lavori di manutenzione la visita artistica è sospesa nella chiesa di San Giobbe.

Le chiese >  Chiesa di Santa Maria del Rosario (Gesuati)
Altre opere presenti nella chiesa di Santa Maria del Rosario

Secolo: XVIII°
AUTORE: Giorgio Massari (1687-1766)
TITOLO: Acquasantiere
DATA: XVIII secolo 
COLLOCAZIONE: navata centrale 
TECNICA: scultura 
MATERIALI: marmo giallo di Siena

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AUTORE: Giorgio Massari (1687-1766)
TITOLO: Altar maggiore
DATA: 1742-1743 
COLLOCAZIONE: presbiterio 
TECNICA: scultura 
MATERIALI: diaspro di Sicilia, lapislazzulo

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L’altare maggiore s’innalza su cinque gradini; entro un grandioso colonnato ad esedra in diaspro di Sicilia rosso, di gusto palladiano, è posto il tabernacolo. Esso, a pianta circolare, è inscritto in un propileo a sei colonne in lapislazzuli, sulle quali poggia una cupola lavorata ad intagli floreali e a testine di putti dal Morlaiter e dal Bisson, nel febbraio 1743. Al culmine del colonnato maggiore si imposta, invece, un grande timpano, ai cui lati si snoda la ricca decorazione a rose, a spighe e a grappoli d’uva, chiaro riferimento al rosario e al mistero eucaristico.

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AUTORE: Giorgio Massari (1687-1766)
TITOLO: Coro
DATA: 1740- 1744 
COLLOCAZIONE: coro MISURE: 
TECNICA: intaglio 
MATERIALI: legno

Lo spazio posteriore dell’altare maggiore è occupato dal coro che, estendosi lungo le pareti dell’ellisse, adempie alla funzione di transetto spostato, in questo caso, sul fondo dell’edificio.Il complesso ligneo si articola in due ordini: quello superiore riservato ai professi conta di 39 sedute mentre quello inferiore, riservato ai novizi, conta 28 sedute. Ogni stallo è compreso fra due colonne terminanti nella parte superiore in un’urna cineraria a fiamma viva (motivo domenicano della facola). Alla base, in un gruppo angelico con decorazioni a gambi di rosa nei bracciali, si osserva il consueto simbolo domenicano. Nell’ordine inferiore, invece, gli stalli recano ai lati una mutevole decorazione floreale.Nello stallo centrale, riservato al priore, appare lo stemma della congregazione domenicana ai Gesuati cioè due palme intrecciate con la corona, la stella domenicana al di sopra e l’Agnus Dei alla base. Le fonti documentarie rilevano che abbiano operato diversi intagliatori. Bortolo Ceroni ha realizzato, tra il 1740 e il 1742 le cornici e il grande leggio centrale, il Medici ha lavorato ai capitelli delle colonne mentre al Gasparini si attribuiscono le inquadrature dei dossali degli stalli.

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770) TITOLO: Ezechiele
DATA: 1737-39 
COLLOCAZIONE: soffitto del coro
TECNICA: affresco a monocromo

Nei clipei dei quattro angoli si osservano i profeti. Ciascuno è raffigurato con il proprio simbolo e la didascalia in lettere greche come per gli Evangelisti. Geremia è appoggiato ad una colonna e riporta la scritta: Kur(ios) Ezech(iel) Proph(eta).

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770) TITOLO: Geremia
DATA: 1737-39 
COLLOCAZIONE: soffitto del coro
TECNICA: affresco a monocromo

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770)
TITOLO: Isaia
DATA: 1737-39 
COLLOCAZIONE: soffitto del coro  
TECNICA: affresco a monocromo

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AUTORE: Fratelli Bazzani
TITOLO: Organo
DATA: 1856 
COLLOCAZIONE: presbiterio - cantoria sinistra - 
MATERIALI: legno, metallo

L’organo dei fratelli Bazzani sostituisce, nel 1856, quello lavorato dal Nachich nel 1736.Tuttavia i Bazzani mantennero i contrabbassi in legno di cipresso già realizzati dall’organaro settecentesco.

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AUTORE: Anonimo
TITOLO: Paliotto
DATA: XIX secolo 
COLLOCAZIONE: coro (non visibile) 
MISURE: 
TECNICA: tessile 
MATERIALI: seta, oro, argento

Il paliotto dell'altare maggiore realizzato in raffinata opera tessile, è decorato con ampie volute floreali che incorniciano la scena della Cena in Emmaus. L'opera fu donata dalle sorella Baldazzi nel 1864, su imatazione di un'esuberante decorazione barocca. Il paliotto è conservato nel coro e non è visibile.

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AUTORE: Matteo Ingoli
TITOLO: San Domenico
DATA: 1630 
COLLOCAZIONE: parete del coro 
TECNICA: olio su tela

L’opera raffigura nella porzione superiore: la Vergine, il Bambino e sant’ Anna. Nella parte inferiore si riconoscono: San Domenico con giglio, rosario e un gruppo di sante: Santa Margherita, Santa Chiarad’Assisi, Santa Barbara e, forse, Sant’ Agata. La pala è stata interpretata come opera di protezione per il mondo femmnile in particolare per le gestanti (Sant’ Anna e Santa Margherita).

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770) e aiuti TITOLO: Santissima Trinità
DATA: 1737-39 
COLLOCAZIONE: parete del coro  
TECNICA: affresco a monocromo

Il soggetto della Trinità, nel clipeo centrale, fu realizzato dal Tiepolo con la probabile collaborazione di Giovanni Raggi (1712–1793). Le due lunette laterali, invece, recano i simboli eucaristici in mannelli di spighe.

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770) TITOLO: Simboli dei Quattro Evangelisti
DATA: 1737-39 
COLLOCAZIONE: cupola del presbiterio
TECNICA: affresco a monocromo

Il Tiepolo affresca i simboli dei quattro evangelisti con le didascalie, in lettere greche, quasi in tributo al gusto archeologico biblico del tempo o in atto di omaggio al domenicano De Rubeis, il dotto studioso delle antichità cristiane di Aquileia presente al tempo nel convento delle Zattere. Nonostante l’evidente alterazione provocata dalle infiltrazioni di acqua, i monocromi conservano la potenza espressiva voluta dall’artista nella loro realizzazione.

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AUTORE: Giambattista Tiepolo (1696-1770)
TITOLO: Visione di san Pio V nella battaglia di Lepanto
DATA: 1737-1739 
COLLOCAZIONE: lunetta sopra la porta centrale
TECNICA: affresco a monocromo

Il tema rappresentato è usuale per le chiese domenicane e qui a Venezia acquista anche un significato di gloria patria.
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